Circolare 03/2018 - Legge di Bilancio - NOVITÀ IN TEMA DI IRES E IRAP

CIRCOLARE 03/2018

Bologna, 18 gennaio 2018

Legge di Bilancio - NOVITÀ IN TEMA DI IRES E IRAP

Proroga super ammortamento

Viene confermato l’incentivo a favore di coloro che effettuano investimenti in beni strumentali nuovi dal 1° gennaio 2018 al 31 dicembre 2018 (30 giugno 2019 se entro il 31 dicembre 2018 viene accettato l’ordine e pagato un acconto pari ad almeno il 20%) consistente in una maggiorazione del relativo costo del 30%.
Sono esclusi tutti i veicoli sia quelli a deducibilità limitata sia quelli strumentali (eccetto gli autocarri, autobus, veicoli commerciali leggeri, autotreni, autoarticolati, autosnodati, trattori stradali, autoveicoli per trasporti specifici o uso speciale, mezzi d’opera utilizzati nell’attività edilizia utilizzati come beni strumentali) ed i beni con coefficiente di ammortamento inferiore al 6,5%, oltre a fabbricati e costruzioni e in qualsiasi caso i beni individuati dalla specifica disciplina.
Si segnala che l’agenzia delle entrate ha di recente riconosciuto la possibilità di fruire del superammortamento, beneficiando della proroga al 30 giugno 2018, anche nelle ipotesi di variazione delle modalità di acquisizione del bene intervenute oltro il termine del 31 dicembre 2017.

Proroga iper ammortamento

Viene prorogata la possibilità di agevolare gli investimenti in beni nuovi finalizzati a favorire processi di trasformazione tecnologica e digitale ricompresi nella tabella A della finanziaria 2017 nella misura del 150% per tutto il 2018 (entro il 31 dicembre 2019 nel caso in cui entro il 31 dicembre 2018 venga accettato l’ordine e pagato un acconto di almeno il 20%).
Si segnala l’incremento della gamma di beni il cui acquisto è agevolato con una maggiorazione del costo del 40% (software funzionali alla trasformazione tecnologica ossia di gestione della supply chain finalizzata al drop shipping dell’e-commerce, servizi digitali per la fruizione immersiva, gestione e coordinamento logistica ecc.). si ramenta che tale beneficio spetta solo ai soggetti che fruiscono dell’iperammortamento.
Sono confermati gli obblighi di documentazione già richiesti dalle precedenti disposizioni ed in particolare l’impresa, entro il periodo d’imposta in cui il bene entra in funzione, ovvero se successivo, entro il periodo d’imposta in cui il bene è interconnesso e può essre fruita l’agevolaizone, una dichiarazione del legale rappresentante e, per i beni di importo superiore ad euro 500.000 una perizia tecnica giurata rilasciata da un ingegnere o da un perito industriale o un attestato di conformità rilasciato da un ente di certificazione accreditato.
La certificazione deve attestare:
- che il bene possiede le caratteristiche di cui all’allegato A e/o B;
- è interconnesso al sistema aziendale di gestione della produzione.
Fermo restando il termine del periodo d’imposta per l’effettuazione della verifica delle caratteristiche tecniche sopra indicate, il giuramente può avvenire anche nei primi giorni successivi a detta data.
Se nel corso del periodo di fruizione della maggiorazione del costo si verifica il realizzo a titolo oneroso del bene oggetto dell’agevolazione, non viene meno la fruizione delle residue quote del beneficio, così come originariamente determinate, a condizione che, nello stesso periodo d’imposta del realizzo, l’impresa:
- sostituisca il bene originario con un bene materiale strumentale nuovo avente caratteristiche tecnologiche analoghe o superiori a quelle previste dall’allegato A L. 232/2016;
- attesti l’effettuazione dell’investimento sostitutivo, le caratteristiche del nuovo bene e il requisito dell’interconnessione.
Nel caso in cui il costo di acquisizione dell’investimento sostitutivo sia inferiore al costo di acquisizione del bene sostituito, e sempre che ricorrano le altre condizioni, la fruizione del beneficio prosegue per le quote residue fino a concorrenza del costo del nuovo investimento.

Credito d’imposta nel sottore della vendita di libri al dettaglio

A decorrere dal 2018 gli esercenti attività commerciali che operano nel settore della vendita al dettaglio di libri nuovi o usati è riconosciuto un credito d’imposta parametrato agli importi pagati a titolo di IMU TARI TASI e di eventuali spese di locazione, con riferiento ai locali dove si svolge la medisima attività di vendita di libri al dettaglio.
Il credito d’imposta è stabilito nella misura massima di 20.000 euro per gli esercenti librerie che non risultano ricomprese in gruppi editoriali dagli stessi direttamente gestite e di 10.000 per gli altri esercenti. L’incentivo è concesso nei limiti del “de minimis”. Il credito non concorre alla formazione del reddito ai fini IRES ed IRAP né ai fini di cui agli artt. 61 e 109 comma 5, ed è utilizzabile esclusivamente in compensazione.

Credito imposta sulla formazione

A tutte le imprese, indipendentemente dalla forma giuridica, dal settore economico in cui operano, nonché dal regime contabile adottato, che effettuano spese in attività di formazione nel settore delle tecnologie previste dal Piano Nazionale “Industria 4.0” (ossia devono riguardare big data e analisi dei dati, cloud e fog computing, cyber security, sistemi cyber fisici, prototipazione rapida, sistemi di visualizzazione e realtà aumentata, robotica avanzata e collaborativa, interfaccia uomo macchina, manifattura additiva, internet delle cose e delle macchine e integrazione digitale dei procesi aziendali) nel periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2017, è riconosciuto un credito d’imposta nella misura del 40% delle spese relative al solo costo aziendale del personale dipendente per il periodo in cui è occupato in attività di formazione, pattuite attraverso contratti collettivi aziendali o territoriali.
Il credito d’imposta è riconosciuto fino a un importo massimo annuale di euro 300.000 per ciascun beneficiario.
Con riferimento alle spese ammissibili al credito, le norme richiedono che le stesse debbano essere pattuite tramite la contrattazione collettiva aziendale o territoriale e riguardare ambiti ben definiti ai sensi di legge.
Non si considerano attività di formazione ammissibili la formazione ordinaria o periodica organizzata dall’impresa per conformarsi alla normativa vigente in materia di salute e sicurezza sul luogo di lavoro, di protezione dell’ambiente e ad ogni altra normativa obbligatoria in materia di formazione.
Il credito d’imposta                                                                                                                                                                                                             - deve essere indicato nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta in cui sono state sostenute le spese e in quelle relative ai periodi d’imposta        - successivi fino a quando se ne conclude l’utilizzo;                                                                                                                                 
- non concorre alla formazione del reddito né della base imponibile Irap;
- è utilizzabile a decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello in cui i costi sono sostenuti esclusivamente in compensazione.
Al credito d’imposta non si applica il limite annuale di euro 250.000 relativo in generale all’utilizzo dei crediti d’imposta né il limite massimo di compensazione di Euro 700.000 di cui all’art 34 della L 388/2000. L’incentivo è concesso nel rispetto della normativa europea in tema di aiuti di Stato (articolo 31 del Regolamento UE 651/2014).
Ai fini dell’ammissibilità al credito d’imposta i costi sono certificati dal soggetto incaricato della revisione legale o da un professionista iscritto nel Registro dei revisori legali. Tale certificazione deve essere allegata al bilancio.

Credito imposta ristrutturazione impianti sportivi

Viene riconosciuto un credito d’imposta a favore delle imprese che effettuano nel 2018 erogazioni liberali per interventi di restauro o ristrutturazione di impianti sportivi pubblici, ancorché destinati ai soggetti concessionari.
Il nuovo credito d’imposta, pari al 50% delle erogazioni liberali in denaro, fino a 40.000 euro, nel limite del 3 per mille dei ricavi annui, può essere utilizzato esclusivamente in compensazione e non rileva ai fini IRPEF, IRES ed IRAP.

Dividendi provenieni da paesi ex white list

commi da 1007 a 1009 ntroducono significative modifiche al regime di tassazione dei dividendi proventienti da partecipazione in società residenti in stati o territori a regime fiscale privilegiato.
In particolare:
- ai fini della tassazione dei dividendi percepiti da persone fisiche e da persone giuridiche, gli utili percepiti dal periodo d’imposta successivo al 31 dicembre 2014 e maturati in periodi d’imposta precedenti, non si considerano provenienti da società residenti o localizzate in stati o territori a regime fiscale privilegiato, e quindi non concorrono integralmente alla formazione del reddito imponibile, se le società partecipate da cui provengono erano residenti o localizzate in stati o territori non inclusi nel DM 21 novembre 2001 (cd. black list).
. si introduce inoltre una disciplina a regime dei dividendi provenienti da paesi black list sancendo in particolare un criterio di maturazione al fine di verificare se l’utile provenga o meno da società residenti o localilizzate in stati o territori a regime fiscale privilegiato. Si dispone infatti che a partire dagli utili maturati a partire dal periodo di imposta successivo al 31 dicembre 2014, gli stessi non si considerano provenienti da società residenti o localizzate in stati o territori a regime fiscale privilegiato anche se, al momento della percezione, la società che ha erogato il dividendo sia residente in stati o territori in cui risultano soddisfatte le condizioni di cui all’art 167 comma 4 del TUIR. Si ricorda che tale comma qualifica come stati o territori a regime fiscale privilegiato quellli che presentano un livelo nominale di tassazione inferiore al 50% di quello applicabile in Italia. La disposizione chiarisce che nelle ipotesi di cessione delle partecipazioni la preesistente stratificazione delle riserve di utili si trasferisce al cessionario.
il comma 1008 introduce la presunzione secondo cui gli utili distribuiti da soggetti non residenti si considerano prioritariamente provenienti da stati o territori non regime fiscal eprivilegiato;
inoltre viene modificato il comma 3 dell’art 89 del TUIR concernente il trattamento dei dividenti provenienti da controllate estere, residenti in stati a regime fiscale privilegiato (CFC), nei casi in cui la controllante residente dimostri che la CFC svolga una effettiva attività industriale o commerciale, come sua prima attività, nel mercato dello stato o territorio di insediamento (cd. prima esimente).

Rifinanziamento Sabatini-ter

La concessione dell’agevolazione c.d. “Sabatini – ter” di cui all’art. 2, D.L. n. 69/2013, che prevede l’erogazione di un contributo in conto esercizio, a parziale copertura degli interessi relativi al finanziamento stipulato per l’acquisto / acquisizione in leasing di beni strumentali nuovi da parte delle PMI, è riconosciuta fino ad esaurimento dei fondi disponibili.
Il termine per l’acquisto dei suddetti beni è prorogato “fino alla data dell’avvenuto esaurimento delle risorse disponibili”.
Una parte delle risorse disponibili è riservata agli investimenti effettuati dalle micro, piccole e medie imprese per l’acquisto di macchinari, impianti e attrezzature nuovi di fabbrica aventi come finalità la realizzazione di investimenti in tecnologie, compresi gli investimenti in big data, cloud computing, banda ultralarga, cybersecurity, robotica avanzata e meccatronica, realtà aumentata, manifattura 4D, Radio frequency identification (RFID) e sistemi di tracciamento e pesatura dei rifiuti.

Deduzione IRAP stagionali

Viene prevista la deduzione piena (anziché nel limite del 70%) ai fini IRAP di tutti i lavoratori stagionali, impiegati per almeno 120 giorni per 2 periodi d’imposta a decorrere dal secondo contratto stipulato con lo stesso datore di lavoro, nell’arco temporale di due anni a partire dalla data di cessazione del precedente contratto.

Proroga del valore dei terreni e delle partecipazioni

Viene previsto un nuovo intervento di riapertura dei termini per l’esercizio della ritederminazione opzionale del valore di acquisto delle partecipazioni. In altri termini si stabilisce la possibilità di rivalutare il valore dei terreni e delle partecipazioni possedute alla data del 1° gennaio 2018. Resta fissato al 30 giugno 2018 il termine previsto per la perizia giurata di stima richieta alla normativa e per il versamento dell’imposta sostitutiva calcolata con l’aliquota dell’8%.

Affrancamento partecipazioni di controllo

Viene nuovamente prevista la possibilità di affrancare le partecipazioni di controllo tramite allineamento dei valori civili e fiscali tramite pagamento di un’imposta del 16% applicabile ai maggiori valori delle partecipazioni di controllo iscritti in bilancio a seguito di un’operazione straordinaria a titolo di avviamento, marchi di impresa e altre attività immateriali, nonché ai maggiori valori attribuiti ad avviamenti, marchi di impresa e altre attività immateriali nel bilancio consolidato, delle partecipazioni di controllo acquisite nell’ambito di operazioni di cessione di azienda o di partecipazioni.

Differimento IRI

Le disposizioni relative all’imposta sul reddito d’impresa (IRI) che prevede l’applicazione dell’aliquota del 24% sui redditi delle società di persone e delle imprese individuali si applicano a decorrere dal 1° gennaio 2018.

Ssd lucrative

È confermata la possibilità di esercitare le attività sportive dilettantistiche con scopo di lucro nella forma di società di persone / capitali. Il relativo statuto deve riportare, a pena di nullità, i seguenti elementi:
- denominazione / ragione sociale contenente la dicitura di “società sportiva dilettantistica lucrativa”;
- nell’oggetto / scopo sociale lo svolgimento e l’organizzazione di attività sportive dilettantistiche;
- divieto per gli amministratori di ricoprire la medesima carica in altre società / associazioni sportive dilettantistiche affiliate alla stessa Federazione sportiva o disciplina associata o riconosciute da un ente di promozione sportiva nell’ambito della stessa disciplina;
- obbligo di prevedere, nelle strutture sportive, in occasione dell’apertura al pubblico a fronte del pagamento di corrispettivi a qualsiasi titolo, la presenza di un direttore tecnico in possesso di uno specifico titolo di studio (diploma ISEF / laurea quadriennale in Scienze motorie / laurea magistrale in Organizzazione e Gestione dei Servizi per lo Sport e le Attività Motorie / Scienze e Tecniche delle Attività Motorie Preventive e Adattate / Scienze e Tecniche dello Sport, purché in possesso di laurea triennale in Scienze motorie).
A favore dei soggetti in esame, qualora riconosciuti dal CONI, l’IRES è ridotta alla metà (12%), nel rispetto dei limiti ed alle condizioni previste dal Regolamento UE n. 1407/2013 in materia di aiuti de minimis.
In sede di approvazione, è stata prevista l’applicazione, a decorrere dal 01.01.2018, dell’aliquota IVA ridotta del 10% ai servizi di carattere sportivo resi dalle società dilettantistiche lucrative riconosciute dal CONI nei confronti di chi pratica l’attività sportiva a titolo occasionale o continuativo in impianti gestiti da tali società.
È, inoltre, stabilito che le prestazioni di cui alla lett. d), individuate dal CONI ex art. 5, comma 2, lett. a), D.Lgs. n. 242/1999, “costituiscono oggetto di contratti di collaborazione coordinata e continuativa”. È altresì rivisto il trattamento fiscale applicabile ai compensi derivanti dai contratti di co.co.co. prevedendo che quelli stipulati da:
- associazioni / società sportive dilettantistiche riconosciute dal CONI costituiscono redditi diversi ex art. 67, comma 1, lett. m), TUIR;
- società sportive dilettantistiche lucrative riconosciute dal CONI costituiscono redditi di lavoro dipendente assimilato ex art. 50, TUIR.
A decorrere dal 1° gennaio 2018, inoltre, i co.co.co. che prestano la loro opera in favore di società sportive dilettantistiche lucrative riconosciute dal CONI sono iscritti al Fondo lavoratori dello spettacolo istituito presso l’INPS. Fino al 2022 la contribuzione al citato Fondo è dovuta nel limite del 50% del compenso spettante al collaboratore. L’imponibile pensionistico è ridotto in misura equivalente.

 

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