Nuovo regime forfettario per gli autonomi

NUOVO REGIME FORFETTARIO PER GLI AUTONOMI

Dall’1.1.2019, possono accedere al regime le persone fisiche con ricavi e compensi non superiori, nell’anno precedente, a 65.000,00 euro.

CAUSE OSTATIVE

Possesso di partecipazioni
Non possono utilizzare il regime forfetario gli esercenti attività d’impresa, arti o professioni che, contemporaneamente all’esercizio dell’attività:
- partecipano a società di persone, associazioni o imprese familiari (art. 5 del TUIR);
- controllano, direttamente o indirettamente, società a responsabilità limitata o associazioni in partecipazione, che esercitano attività economiche direttamente o indirettamente riconducibili a quelle svolte dagli esercenti attività d’impresa, arti o professioni.
Contestuale o precedente attività di lavoro dipendente
Non possono utilizzare il regime le persone fisiche la cui attività d’impresa o di lavoro autonomo sia esercitata, prevalentemente, nei confronti di datori di lavoro, o soggetti direttamente o indirettamente ad essi riconducibili, con i quali:

-sono in corso rapporti di lavoro;
-oppure erano intercorsi rapporti di lavoro nei due precedenti periodi d’imposta.

EFFETTI IVA

- non addebitano l’Iva sulle cessioni realizzate né detraggono l’imposta assolta sugli acquisti
- sono esonerati dalla liquidazione e dal versamento dell’imposta
- non sono tenuti alla registrazione delle fatture emesse, dei corrispettivi e degli acquisti
- sono esonerati dalla tenuta e conservazione dei registri e documenti, fatta eccezione per le fatture e i documenti di acquisto e le bollette doganali di importazione
- sono esonerati dalla dichiarazione annuale e dallo spesometro.


Invece, sono tenuti a:
- numerare e conservare le fatture di acquisto e le bollette doganali
- certificare i corrispettivi (tranne che si tratti di attività esonerate per legge)
- integrare le fatture per le operazioni in cui risultano debitori di imposta (reverse charge) e versare l’imposta entro il 16 del mese successivo a quello di effettuazione delle operazioni
- in caso di cessioni di beni intracomunitarie, indicare in fattura che l’operazione “non costituisce cessione intracomunitaria ai sensi dell’articolo 41, comma 2-bis, del DL 30 agosto1993, n. 331”
- in caso di acquisti di beni intracomunitari per un importo superiore a 10mila euro e di acquisti di prestazioni di servizi intracomunitarie, iscriversi al Vies, integrare la fattura rilasciata dal fornitore intra, versare l’imposta entro il 16 del mese successivo, compilare l’elenco Intrastat
- in caso di prestazioni di servizi a committente soggetto passivo stabilito in altro Paese Ue, emettere fattura senza addebito d’imposta e compilare l’elenco Intrastat.
Quando si passa al regime forfetario, bisogna rettificare la detrazione dell’Iva effettuata negli anni in cui si era nel regime ordinario, con riferimento ai beni e servizi non ancora ceduti o utilizzati, con l’eccezione di quelli ammortizzabili, la cui rettifica è da eseguire soltanto se non sono ancora trascorsi quattro anni dalla loro entrata in funzione ovvero, in caso di fabbricati, dieci anni dall’acquisto o dalla fine della costruzione. La rettifica va operata nella dichiarazione Iva relativa all’ultimo anno in cui si Determinazione dell’imponibile e dell’imposta

EFFETTI REDDITO 

Il reddito imponibile dei contribuenti in regime forfetario si calcola applicando all’ammontare dei ricavi/compensi percepiti il coefficiente corrispondente al codice Ateco dell’attività esercitata Da questo si possono scalare i contributi previdenziali obbligatori, compresi quelli versati per i collaboratori familiari (anche quelli non a carico, se non viene esercitato il diritto di rivalsa); l’eventuale eccedenza può essere dedotta dal reddito complessivo.
All’imponibile va applicata un’imposta sostitutiva del 15%, che si versa con lo stesso criterio e alle stesse scadenze dell’Irpef, cioè con due acconti (a giugno e a novembre dell’anno d’imposta) e un saldo (a giugno dell’anno successivo). Nel caso di impresa familiare, l’imposta è calcolata sul reddito al lordo delle quote assegnate al coniuge e ai collaboratori ed è dovuta dall’imprenditore. 

Per incentivare l’avvio di nuove attività, l’imposta è ridotta al 5% nei primi cinque anni, a condizione che:
- nei tre anni precedenti l’inizio dell’attività, il contribuente non abbia esercitato attività artistica, professionale o d’impresa, anche in forma associata o familiare
- l’attività non rappresenti la mera prosecuzione di altra attività precedentemente svolta sotto forma di lavoro dipendente o autonomo, escluso il caso in cui essa consista nel periodo di pratica obbligatoria per l’esercizio di arti o professioni
- se viene proseguita un’attività svolta in precedenza da altro soggetto, i ricavi/compensi realizzati nel periodo d’imposta precedente non superino il previsto limite di accesso.

RITENUTE DI ACCONTO


I ricavi/compensi realizzati dai contribuenti “forfetari” non devono essere assoggettati a ritenuta d’acconto. A tale fine, gli interessati devono rilasciare al sostituto d’imposta un’apposita dichiarazione da cui risulti che il reddito cui le somme afferiscono è soggetto a imposta sostitutiva. 
A loro volta, i contribuenti “forfetari” non sono tenuti a operare le ritenute alla fonte su retribuzioni e compensi da loro corrisposti. Tuttavia, in sede di dichiarazione, devono indicare il codice fiscale dei soggetti ai quali hanno corrisposto redditi senza operare ritenute e l’ammontare dei redditi stessi.

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